È per dare un contributo concreto alla sostenibilità che, in collaborazione con altre realtà italiane, Sella SGR ha sostenuto il progetto “SOS Arctic”, la traversata nelle aree interne della Groenlandia guidata da Ramón Larramendi per studiare gli effetti dei cambiamenti climatici. La missione, partita il 2 maggio, mira a raccogliere campioni della calotta polare in luoghi mai esplorati prima.

L’ultimo report di Copernicus evidenzia infatti come lo scioglimento dei ghiacciai della Groenlandia sia una sintomatologia evidente della crisi climatica.

Il progetto “SOS Arctic” è importante, ce lo ha spiegato Enrico Gianoli, membro italiano della spedizione, perché contribuisce allo studio della calotta polare, fondamentale per comprendere i processi climatici, prevederne le conseguenze e sviluppare strategie di mitigazione e resilienza. La calotta della Groenlandia si sta sciogliendo a un ritmo accelerato e potrebbe aggiungere 7 metri al livello globale del mare nel corso dei prossimi anni.

La spedizione coniuga la ricerca scientifica per mitigare il cambiamento climatico alla sostenibilità ambientale. Si avvale infatti di WindSled, una slitta a trazione eolica lunga 20 metri e larga 3, alimentata esclusivamente da pannelli solari e trainata da un aquilone. La piattaforma dà la possibilità di percorrere lunghe distanze sulle calotte polari con un impatto quasi nullo, permettendo agli scienziati di raggiungere aree remote e difficilmente accessibili con altri mezzi di trasporto. Grazie alla sua capacità di utilizzare il vento come fonte di propulsione, la Windsled può operare per periodi prolungati senza necessità di rifornimento.

 

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Le condizioni atmosferiche possono essere a tratti imprevedibili e, affidandosi ad esse, possono presentarsi ostacoli sulla tabella di marcia. Nei giorni immediatamente successivi alla partenza, ad esempio, la spedizione si è dovuta fermare per alcuni giorni: il vento soffiava a solo 2 km/h, insufficienti a spostare la slitta. Ad ogni modo, il 27 maggio la squadra è riuscita a superare il 70° parallelo nord sulla calotta polare grazie ad una tappa incredibilmente veloce: il gruppo è riuscito a percorrere quasi 300 km sfruttando il forte vento proveniente da sud-est e ad avvicinarsi, così, al raggiungimento della tappa finale, Upernavik.

Se avesse continuato a soffiare a 20/30 km/h come previsto, il team avrebbe raggiunto il punto finale della spedizione in pochi giorni. Tuttavia, il vento ha sorprendentemente cambiato direzione, iniziando a soffiare da nord/nord-ovest, l'opposto del necessario, costringendo il gruppo ad una battuta d’arresto, aspettando che torni a soffiare dalla parte giusta per poter coprire gli ultimi 200 km che mancano alla destinazione. 

I dati raccolti con la spedizione saranno cruciali per monitorare gli ecosistemi polari, esaminare le interazioni tra oceano e ghiacci e misurare gli inquinanti e la radiazione solare. Ogni ora, la calotta polare perde 30 milioni di tonnellate di ghiaccio, e la proliferazione di specie aliene che minacciano la biodiversità è solo una delle drammatiche conseguenze del cambiamento climatico. Il ghiaccio conserva la memoria climatica del mondo, e la spedizione, menzionata anche dal TG 5 del 30 maggio 2024 per la sua rilevanza scientifica, vuole raccogliere quante più informazioni possibili per far sì che questa memoria non vada persa per sempre.